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SANTA PASQUA 2020 - LETTERA DEL RETTORE PER LA SETTIMANA SANTA

LETTERA DEL RETTORE, DON ANTONIO GIACONA, ALLE FAMIGLIE ED AL PERSONALE DELLA SCUOLA PER LA SETTIMANA SANTA

(la foto rappresenta il tableau vivant del Cenacolo di Leonardo Da Vinci, realizzato per gli eventi Open Day 2020, dagli alunni della II Media).

Carissimi,

siamo ormai prossimi alla Settimana Santa! Comincia questa Domenica delle Palme e si concluderà con la successiva, Domenica di Resurrezione!

Vi scrivevo nella lettera precedente che, quest’anno, proprio perché siamo così profondamente feriti dalla pandemia, potremo vivere meno formalmente e meno distrattamente questo momento che, al di là delle nostre credenze, comunque è un fatto significativo nella nostra tradizione e nel nostro presente.

Ribadisco che la cosa più conveniente da fare è lasciarci aiutare dal Papa, primo testimone e custode degli avvenimenti che ricorderemo, partecipando attraverso i vari mezzi di comunicazione alle celebrazioni che lui presiederà, di cui indicherò gli orari.

Per prepararci a questi appuntamenti, mi limito a evidenziare alcune cose della meditazione del Papa durante il gesto di preghiera e benedizione Urbi et Orbi di venerdì 27 marzo, a cui spero abbiate potuto partecipare.

Nella sua meditazione il Papa ha commentato un episodio del Vangelo: Gesù si trova in barca coi suoi apostoli sul lago e dorme a poppa; si scatena una tempesta; quando i suoi amici si vedono perduti, lo svegliano angosciati; lui seda la tempesta e li rimprovera: “Perché avete paura? Non avete ancora fede?”.

Certamente, come prima cosa, il Papa ha voluto richiamarci al fatto che “la tempesta” della pandemia, “smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità”. “Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.

Lasciamoci smascherare, allora, e riconosciamo che un po’ tutti abbiamo commesso questi “delitti contro l’umanità”, cioè contro noi stessi e contro tutti i fratelli uomini! Per correggerci, possibilmente!

Ma quale bambino, nel momento in cui si facesse male, come conseguenza di una sua monelleria o disobbedienza, potrebbe correggersi e guarirsi da solo? Da solo, di fronte al proprio male, potrebbe solo disperarsi!

E qui la seconda cosa che ci ha voluto dire il Papa: non ci ha esortati a fare un progetto diverso, o a un grande sforzo di cambiamento! Ci ha aiutato a riconoscere che da soli affondiamo, e che da duemila anni Gesù è presente nel nostro mondo, in tutte le tempeste della storia, sempre disposto, se lo invitiamo, a salire sulla barca, a remare con noi, a prendere il timone per aiutarci a seguire la rotta giusta, quella della vita vera:

“L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio, volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai”.

Ma la cosa più bella e confortante è che il Papa ci ha aiutato a renderci conto che Gesù è già sulla barca nel pieno di questa tempesta, aiutandoci a modificare la rotta:

“Questo è il tempo del giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni”.

Lo aveva detto con altre parole don Julián Carrón in una lettera al Corriere della Sera il 1 marzo, che Vi allego: “Quale presenza è in grado di vincere la paura profonda, quella che ci attanaglia al fondo del nostro essere? (...) solo se vediamo qui ed ora persone in cui si documenta la vittoria di Dio, la Sua presenza reale e contemporanea, e perciò un modo nuovo di affrontare le circostanze, pieno di una speranza e di una letizia normalmente sconosciute e insieme proteso in una operosità indomita”.

In queste settimane ne abbiamo viste e ne vediamo tante di queste persone, affaticate e liete, protese in una operosità indomita, soprattutto tra gli operatori sanitari e i volontari delle tante forme di carità. Ma ogni mattina il Papa a Santa Marta, nella sua preghiera, non sta dimenticando nessuna di queste persone, anche quelle che si vedono meno: da chi porta più dolorosamente la croce per la malattia, o la morte, o la perdita dei propri cari, alle autorità più facilmente oggetto di valutazioni contraddittorie; dalle forze dell’ordine agli operatori della comunicazione in tutte le sue forme.

Già in questa tempesta Gesù sta remando, sta reggendo il timone attraverso “la forza dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni”. Mentre stiamo provando dolorosamente la morte, già ci sta donando tanti segni di resurrezione!

E tutti possiamo essere coinvolti in questo cambio di rotta da subito, credenti e non credenti, certamente con la nostra obbedienza civile, col  nostro sacrificio, ma anche partecipando a qualcuna delle tante forme di carità.

Disponiamoci, allora, a contemplare e riscoprire l’origine divina e umana di questa possibilità di autentico bene, vittorioso su qualunque male e perfino sulla morte, di cui stiamo vedendo tanti segni belli e commoventi. Apriamoci alla possibilità di una novità sorprendente e inimmaginabile attraverso la testimonianza e il magistero del Papa.

Buona Settimana Santa e Buona Pasqua!

antonio.giacona@gmail.com                         Don Antonio

 

CALENDARIO CELEBRAZIONI LITURGICHE DELLA SETTIMANA SANTA DELLA SANTA SEDE

 

5 aprile 2020, ore 11
Domenica delle Palme e della Passione del Signore
Commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme e Santa Messa

9 aprile 2020, ore 18
Giovedì Santo
Santa Messa nella Cena del Signore

10 aprile 2020
Venerdì Santo
ore 18: Celebrazione della Passione del Signore
ore 21: Via Crucis (sul Sagrato della Basilica di San Pietro)

11 aprile 2020, ore 21
Sabato Santo
Veglia pasquale nella notte santa

12 aprile 2020, ore 11
Domenica di Pasqua – Risurrezione del Signore
Santa Messa del giorno

Al termine della Santa Messa il Santo Padre impartirà la Benedizione «Urbi et Orbi».