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SANTA PASQUA 2021 - LETTERA DEL RETTORE PER IL TEMPO DI QUARESIMA

LETTERA DEL RETTORE, DON ANTONIO GIACONA, ALLE FAMIGLIE ED AL PERSONALE DELLA SCUOLA PER IL TEMPO DI QUARESIMA

(la foto rappresenta il tableau vivant del Cenacolo di Leonardo Da Vinci realizzato, per gli eventi Open Day 2020, dagli alunni della II Media).

Carissimi, 

giorno 17 febbraio u.s. abbiamo cominciato con tutta la Chiesa, ancora una volta, il tempo liturgico della Quaresima. 

Il Papa, nell’omelia della Messa per il Mercoledì delle Ceneri, ci ha parlato di questo tempo come un viaggio di ritorno. 

Probabilmente, sentendo questa espressione, a causa delle circostanze che viviamo da un anno a questa parte, la prima cosa che ci viene in mente è: ritorno alla normalità! 

Ma in realtà, in tutti questi mesi, mai il Papa si è, e ci ha, augurato un ritorno a prima della pandemia; piuttosto, con sano e acuto realismo, ci ha detto che da una crisi non si esce mai uguali, ma peggiori o migliori, e sta provando ad aiutarci a capire come uscirne migliori.  

Allora viaggio di ritorno a chi o a che cosa? Senza mezzi termini Francesco dice: “Un viaggio di ritorno a Dio!”, cioè alla nostra vera “casa”, “un esodo dalla schiavitù alla libertà”! 

In un altro testo, poi, ci indica come fare questo viaggio. Tento di comunicare i suoi suggerimenti. 

Certo, questo tempo che viviamo è stato e continua ad essere un tempo di “digiuno”: già di per sé le circostanze ci stanno privando di tante cose. Possiamo vivere queste privazioni come un fastidio, o addirittura una maledizione. O possiamo viverle “in semplicità di cuore”, riconoscendo “il dono di Dio”, apprezzare tutto ciò che siamo e tutto ciò che comunque abbiamo, come un dono di Dio; possiamo “comprendere la nostra realtà di creature a sua immagine e somiglianza, che in Lui trovano compimento. Il digiuno aiuta ad amare Dio e il prossimo”. In altre parole, in questo tempo potremo scoprire o rinnovare la nostra fede. Ne abbiamo tanto bisogno! 

Una seconda cosa di cui abbiamo bisogno, e che ci può accompagnare nel viaggio di ritorno a casa, è la speranza! Come osare parlare di speranza “nell’attuale contesto di preoccupazioni”? Potrebbe sembrare “una provocazione!”. Ma se ci pensiamo bene, e se guardiamo bene, scopriamo “la pazienza di Dio, che continua a prendersi cura della sua Creazione, mentre noi l’abbiamo spesso maltrattata”. Se guardiamo bene, vediamo che “la storia non si chiude sui nostri errori, sulle nostre violenze e ingiustizie”, ma sul “perdono del Padre”! Quanti esempi, in tutti questi mesi e nel presente, della vittoria del bene e della vita sul male e sulla morte! Avvenimenti di bene, come spesso riconoscono gli stessi protagonisti, superiori alle capacità umane, dietro i quali fa capolino il Signore, che continua a prendersi cura di tutti noi! Anche l’esperienza, non solo di continuità, ma addirittura di incremento dell’attività didattica e dell’esperienza educativa nella nostra scuola, è segno di questa vittoria! Abbiamo di che sperare con grande realismo! 

Una terza cosa che ci aiuterà a tornare a casa, a un modo di vita più autentico, gioioso e pieno di senso, è la carità! 

“La carità è dono che dà senso alla nostra vita!”. Sicuramente ne abbiamo esperienza certa per tutte le volte che l’abbiamo praticata! Ne avremo ancor più giovamento se ne incrementeremo la pratica in questo tempo, seguendo anche le proposte pensate dalla scuola! 

Grazie a questo dono, “consideriamo chi versa nella privazione quale membro della nostra stessa famiglia, amico, fratello. Il poco, se condiviso con amore, non finisce mai, ma si trasforma in riserva di vita e di felicità!”. In altre parole: crea una nuova civiltà, la civiltà dell’amore!  

La speranza del Papa di uscire migliori da questa crisi non è un’utopia, è l’unica prospettiva verso cui realisticamente camminare! 

Don Antonio Giacona, Rettore